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Questa indagine aveva come scopo la ricerca di documenti relativi all’edificazione della piazza di Isola Dovarese al fine di individuare il committente e possibilmente l’autore del progetto e di verificare eventuali interventi che avessero mutato l’assetto originario.
La piazza costituisce per il piccolo centro la testimonianza più significativa della protezione e del potere esercitato su queste terre dai principi di Bozzolo, appartenenti al ramo secondario della famiglia Gonzaga, strettamente uniti al ramo principale dei Marchesi di Mantova.
Essa ha forma pressoché rettangolare allungata si trova nel punto più alto del paese e definisce un ampio spazio che si apre per dare accesso alle tre vie principali: a sud via G. Garibaldi, ad ovest via Roma, ad est Largo della Vittoria. E’ delimitata sul lato S-O da un porticato ad elle, interrotto al centro del lato sud da un monumentale arco di ingresso sormontato da un timpano, i lati est ed ovest sono chiusi dal Palazzo Pretorio e dal Palazzo della Guardia, edifici dalla massiccia struttura militare; sul lato nord, attualmente definito dalla struttura delle scuole, doveva affacciarsi il preesistente castello, rocca ed abitazione dei nobili Dovara.
Sulla base delle indicazioni fornite dall’analisi stilistica il complesso edilizio della piazza sarebbe da collocare cronologicamente tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, particolarmente indicativi al proposito si rivelano le mensole sottotetto abbinate a coppie, particolare costruttivo tipico dell’architettura di quel periodo, che nel progetto originario sembra dovesse continuare anche nei portici, come appare da un affresco conservato nell’antica dimora dell’arciprete Luigi Mainoldi, riproducente la piazza intorno alla metà dell’800. Angelo grandi scrivendo nella sua opera la cronaca della provincia cremonese non tralascia di descrivere, nel capitolo relativo ad Isola Dovarese, la splendida piazza e la attribuisce a l progetto dell’architetto Giulio Brunelli per la committenza di Giulio Cesare Gonzaga.
Ai fini di questa indagine si tratta di limitare la ricerca ai documenti relativi al periodo tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 e di verificare l’esattezza della notizia riferita da A. Grandi.
Lo studio è partito dall’esame dell’ ARCHIVIO GONZAGA conservato ALL’ARCHIVIO DI STATO DI MANTOVA e contenente tutti i documenti relativi alla famiglia. Si sono considerate le buste relative ai Principi di Bozzolo, che dal 1411 esercitarono il loro potere sul territorio di Isola Dovarese. Oggetto dell’esame sono state le buste 1812 – 1813 – 1814 – 1815, contenenti la corrispondenza degli Esteri ai Principi di Bozzolo dall’anno 1479 al 1594. Sono state lette integralmente le lettere spedite da Isola Dovarese dai Signori Dovara e dal Podestà con lo scopo di verificare se ci fosse notizia dei progetti e dei finanziamenti per l’edificazione della piazza.
Le lettere trattano di questioni relative alla difesa, alla vita e alle finanze del paese e della famiglia Dovara, tuttavia non si è trovato accenno alcuno alla piazza.
In un secondo momento sono state esaminate le buste 1807 – 1808 – 1809 contenenti la corrispondenza dei Principi di Bozzolo ai Principi di Mantova dall’anno 1541 all’anno 1596. Si riteneva infatti che, per l’impegno economico, l’opera, destinata a conferire maggior prestigio al piccolo borgo, fosse espressione della volontà di uno dei Principi di Bozzolo e pertanto si pensava di trovare notizia di tale progetto nell’epistolario dei Principi di Bozzolo indirizzato ai Marchesi di Mantova. Si è fatta lettura integrale di tutte le lettere, ponendo maggior attenzione a quelle spedite da Isola o contenenti accenni al paese, senza trovare nessun riferimento alla piazza. Si segnalano tuttavia due missive, contenute nella busta 1809, scritte da Ferrante Gonzaga figlio di Carlo ed Emilia, inviate ai Marchesi di Mantova in data 1596; in esse ferrante qualifica la “terra dell’Isola” come suo possedimento. Quindi si è ritenuto utile controllare le buste relative ai fratelli Ferrante e Giulio Cesare Gonzaga (busta 20 e 26) per cercare elementi utili all’individuazione della committenza. Le buste contengono concessioni di benefici e atti notarili relativi ai possedimenti e ai titoli. Di particolare interesse è risultato l’atto notarile che regola la divisione dei possedimenti del principato di Bozzolo tra i figli di Carlo ed Emilia Gonzaga datato 29 Novembre 1578, relativamente ad Isola riferisce che il suo territorio con tutti i privilegi gravitava attorno a Pomponesco. Pertanto potrebbe essere più verosimile attribuire la committenza della piazza a Ferrante, tuttavia anche nell’opera recentemente curata da G. Amadei ed E. Marani sulle “Signorie Padane dei Gonzaga ” si ribadisce la notizia che a promuovere la realizzazione della piazza fu Giulio Cesare, sarebbe da verificare se tale notizia è stata desunta da A. Grandi o da documenti.
L’indagine poi si è spostata, sempre nell’ambito dell’archivio Gonzaga, alle buste relative ai membri della famiglia Dovara . Esse contengono documenti riguardanti benefici, privilegi e concessioni redatti in un periodo precedente a quello di nostro interesse, tra il XII e il XIV sec.. Solo una busta, la n. 223, ha una datazione pertinente, ma si tratta del contratto di matrimonio stipulato nel 1628 tra Margherita, figlia di Alessandro Gonzaga, e Antonio da Dovara. Si è presa visione di questa busta senza trovare informazioni significative ai fini della ricerca. Neppure le mappe n. 423 – 555 – 3376 fasc. XXV contenute nell’ARCHIVIO GONZAGA hanno fornito elementi utili all’indagine.
Un’altra traccia seguita è stata quella dei notai con la speranza di trovare un atto rogato per l’assegnazione del progetto e dell’opra ad un architetto: sono stati individuati nell’elenco dei notai del Ducato quelli che esercitarono la loro professione in Isola Dovarese nell’arco di tempo considerato. Si sono individuati i nomi di tre notai: Chizzola Giacomo (1561 – 1600), Gamba Francesco (1601 – 1618), Ridolfi Terenini Girolamo (1588 – 1633). Tuttavia la difficile scrittura notarile e la notevole consistenza numerica degli atti rogati richiederebbero tempi molto lunghi. Pertanto procedendo sempre nello stesso ambito si è ritenuto opportuno consultare l’elenco dei notai redatto con i nomi dei contraenti a partire dal 1600 al 1700: nessun architetto di nome Brunelli compare tra i contraenti di atti rogati in Isola Dovarese o nel principato di Bozzolo.
Quindi sono stati considerati quegli atti che portavano tra i contraenti nomi di persone appartenenti alla famiglia Dovara, ma si tratta di documenti relativa a confini, benefici e permute di terreno.
Considerato l’esito negativo della ricerca in documenti coevi all’edificazione della piazza, l’indagine si è spostata su documenti più tardi con l’intento di ricostruire l’assetto della piazza nel ‘700 e individuare eventuali interventi di modifica e restauro.
Si è dunque preso in esame il MAGISTRATO CAMERALE ANTICO che contiene una busta, la n. 195 relativa al Comune di Isola Dovarese. Essa raccoglie la documentazione dell’attività dell’amministrazione comunale nel 1700. Si è riprodotto con fotocopie il plico degli atti riguardanti modifiche da apportare alla “Casa delle Comunità”, attuale municipio, per trasformarla in Ricettoria; tra questi c’è anche una planimetria con indicazione dei lavori da eseguire nella muratura. Si sono esaminate le mappe appartenenti allo stesso archivio (n. 18 – 423 – 555) senza trovare in esse elementi significativi.
Si è consultato quindi l’indice del MAGISTRATO CAMERALE ANTICO relativo agli INGEGNERI CAMERATI, ma non si è rinvenuto nessun documento riguardante Isola.
L’indagine si è poi rivolta all’ARCHIVIO dei PERITI ed INGEGNERI tra cui si è individuato il nome dell’ingegnere PAOLO TAROZZI, che ha esercitato ad Isola Dovarese e sono stati considerati tre documenti:
- carta 134 nella busta 498: giudizio relativo ad un volta del portico della piazza di ragione del Sig. Franco Pederneschi caduto in terra.
- Carta 166 nella busta 498: tipo o mappa indicante il Piano di Isola Dovarese.
- Carta 526 nella busta 501: elenco delle opere per il restauro della Casa Comunale.
Non si tratta peraltro di documenti di particolare interesse.
Nell’ARCHIVIO DI STATO DI CREMONA l’indagine andava di necessità circoscritta alle mappe catastali a partire dal XVIII sec. Per la mancanza di documenti precedenti riguardanti Isola Dovarese, in quanto la sua storia fù più legata al Ducato di Mantova che alla città di Cremona. Si è preso in esame una mappa appartenente al CATASTO TERESIANO, datata 1723 che riproduce Isola e territorio circostante. Da essa risulta che la piazza ha conformazione uguale a quella attuale, l’unica differenza si individua sul lato nord, che appare segnato da un piccolo rivo d’acqua delimitante un’ampia area, probabile sito del castrum cui fanno riferimento le fonti a partire dal XII sec. Al XVI sec.. Da questa mappa si è poi fatto il tentativo di risalire ai proprietari per individuare nei registri catastali se erano state apportate modifiche sostanziali alle strutture della piazza.
Questa ricerca si rivelata impossibile in quanto le mappe con i numeri catastali risalgono al 1700, mentre i registri alla metà del 1800.

Piazza gonzaghesca di Isola Dovarese vista aerea

Piazza gonzaghesca di Isola Dovarese vista aerea

Arco della piazza gonzaghesca di Isola Dovarese

Arco della piazza gonzaghesca di Isola Dovarese

Vista sul Caffè La Crepa

Vista sul Caffè La Crepa

Il porticato della piazza Gonzaghesca di Isola Dovarese

Il porticato della piazza Gonzaghesca di Isola Dovarese

Il palazzo del municipio di Isola Dovarese

Il palazzo del municipio di Isola Dovarese

La locanda Palazzo Quaranta ad Isola Dovarese

La locanda Palazzo Quaranta ad Isola Dovarese

Coreografie del Palio delle Conrade di ad Isola Dovarese

Coreografie del Palio delle Conrade di ad Isola Dovarese

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